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mercoledì 30 novembre 2011

Un anno senza Mario

Ieri abbiamo vissuto un anno senza il grande Mario Monicelli ma nessuno sembra essersene accorto, esiste solo Fiorello.... Per lo meno su Rai Movie c'era "L'Armata Brancaleone" a celebrarlo.
"La commedia all’italiana è questo: ci sono argomenti drammatici, temi drammatici, qualche volta anche tragici, girati con tono umoristico, a volte addirittura comico e a volte arrivano a delle punte farsesche, ma i temi sono drammatici, non sono storielline divertenti e comiche."
Intervista ad Alberto Pallotta, 2002
Filmografia:

giovedì 20 ottobre 2011

This Must Be The Place


Titolo Originale: This must be the place
Titolo Italiano: Id.
Regia:
Interpreti:

Sceneggiatura:
Fotografia:
Musiche:
Durata: 120'
Anno: 2011

domenica 9 ottobre 2011

"Film italiani senza coraggio"


Come dare torto a Paolo Sorrentino? In attesa dell'uscita italiana del suo ultimo film "This must be the place", il regista si concede ai giornalisti e fa capire come il cinema italiano manchi di coraggio. In effetti se guardiamo i film usciti negli ultimi 5 anni (e forse di più), non troviamo molta varietà. Tra cinepanettoni, commedie e commediole quasi tutte uguali, e film falsamente d'autore (più noiosi che altro), non c'è molto da stare allegri, anzi mi verrebbe da dire che proprio Sorrentino è l'unico regista originale o che, per lo meno, prova a differenziarsi dalla massa. Se Muccino ha lasciato un lavoro a metà, ma quasi preconfezionato, speriamo che il regista napoletano abbia più fortuna.
Riporto alcune dichiarazioni rilasciate:

"C'è poca concorrenza. Si è creato un oligopolio che appiattisce la produzione. C'è tanta paura nel provare a fare qualcosa di diverso, anche perché girare un film costa tanto".

"In Italia c'è un panorama molto attraente. Basta aprire un giornale e la cronaca o la politica ti offrono un sacco di spunti. I personaggi più interessanti alla fine sono quelli che fanno cose malsane al Paese e da noi, purtroppo, ce ne sono tanti".

Ripeto, come dargli torto?

martedì 4 ottobre 2011

Torna a Sorrento!


Piccola digressione tecnica lontana dagli ambiti cinematografici.
Vi volevo solo rendere partecipi del mio fine settimana passato in compagnia dei parenti a Moiano di Vico Equense. L'occasione è stata propiziata dai festeggiamenti per la Prima Comunione del figlio di mia cugina, Cosma (ancora AUGURI). Purtroppo non posso inserire foto scattate in queste giornate, in quanto la mia fida Canon 400 è a riparare.... :-(
Come potete vedere ho agganciato una foto di Sorrento. Questo perché i festeggiamenti si sono tenuti in una villa gentilmente concessa come regalo, da una coppia di amici.
Non voglio lesinarVi con l'elenco dei piatti servitici, Vi annoierei... :-) Sappiate solo che era tutto ottimo, la giornata è stata bellissima.
Oggi, come potete intuire sono rientrato al lavoro come, quasi, ogni comune mortale....
Buona giornata a tutti!!!!!!

mercoledì 21 settembre 2011

Dark Resurrection


Titolo: Dark Resurrection - Volume 0
Regia:


E' tornato. Dopo quattro anni arriva il prologo del fortunato film-fan italiano che omaggia la serie di "Guerre Stellari". In attesa del Volume 2, Licata e compagni stuzzicano l'attesa uscendo con questo prologo al Volume 1, e lo fanno sfruttando l'uscita in Blu-Ray della saga di George Lucas. I risultati, visto i mezzi ristretti, sono ancora una volta superlativi. Tanto più se pensiamo che è tutta produzione italiana indipendente....
Per chi si fosse perso sia il prologo che il primo episodio, corra e clicchi sul link sottostante:

http://www.darkresurrection.com/portal/

martedì 13 settembre 2011

Il segreto dell'acqua


Qual è il segreto dell'acqua? Sinceramente dopo 2 puntate (la seconda lasciata a metà...), come si dice, non me pò fregare de meno... E si perché la nuova "fiction" targate Raiuno è veramente noiosa e lenta. Non ha spunti, idee, qualcosa che valga la pena di mantenere vivo l'interesse.
Si salva qualche siparietto esilarante, ma purtroppo un poliziesco non ricerca la comicità. E poi diciamocela tutta: SCAMARCIO non si può vedere. Passa tutto il tempo ad imporre uno sguardo dove sembra voler dire "guarda che sguardo tenebroso che ho", "guarda che occhi di ghiaccio".
Per i maschietti l'unica nota positiva è la presenza di Valentina Lodovini, intenta a mostrare le proprie grazie in più di un'occasione.
In definitiva che voto proporre? Direi un bel 5 ci sta tutto.

domenica 24 aprile 2011

Habemus Papam


Regia: Nanni Moretti
Durata: 102'
Anno: 2011
Interpreti:



Trama: Alla morte del Pontefice il Conclave deve eleggere un nuovo Papa. Ma il neoeletto è preda dei dubbi e delle ansie, depresso e timoroso di non essere in grado di assolvere il suo compito. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista perché lo assista e lo aiuti a superare i suoi problemi.


Moretti è tornato, e come sempre fa discutere. Oddio le polemiche di questi giorni sono al solito, pretestuose e assurde, ma ormai, almeno io, c'ho fatto il callo e non gli do neanche peso. Anche perché ancora non si è capito che più si contesta e condanna un film, e più si invoglia la gente ad andarlo a vedere.
Non sono un grande amante del regista italiano, non ho amato alla follia nessuno dei suoi film (a onor del vero non li ho neanche visti tutti), ma questa volta è riuscito quasi a conquistarmi del tutto. Meno intellettuale e quindi, più comprensibile alla massa, Nanni graffia e punge pur senza affondare del tutto il coltello, riesce perfino a convincere il suo ruolo di attore a cui ha riservato la parte più sarcastica, comica e satirica.
A troneggiare è un grande Michel Piccoli, capace di restituirci un uomo che, sulla soglia e con il peso di un ruolo pesante come quelllo di futuro Papa, esprime tutte le sue paure e debolezze. Tralasciando i vari buchi (la moglie dello psicanalista, interpretata da Margherita Buy, e lo stesso Moretti, non hanno soluzione e spariscono di colpo), il discorso finale del Papa, lascia intendere, anzi nasconde, un possibile doppio significato. Si ha l'impressione che lo sfondo religioso del Vaticano  non sia l'unico destinatario del messaggio.
A buoni intenditori poche parole.


La battuta: "Ma lei.... ha problemi con la fede?"


Il Film è:


VOTI:
35mm: 4 / 5
CinemaDelSilenzio: 8
Cinematografo: 4 / 5
FilmTV: 4 / 5
FilmScoop: 7,69
IMDB: 7,8
MoviePlayer: 7,6
MyMovies: 3,76 / 5
Spietati: 7,5
MIO: 7

venerdì 8 aprile 2011

Boris - il film


Titolo: Boris - il film
Regia:
Durata: 108'
Anno: 2011
Interpreti:


Trama: Il regista televisivo René Ferretti tenta il grande salto: un film d'autore dopo tanti anni di fiction su carabinieri, intrighi ospedalieri e drammi in costume da prima serata. Insomma, un risarcimento dopo tutta una carriera dedicata al brutto. Ma il mondo del cinema è addirittura peggio di quello della tv perché sotto l'allure del 'salotto buono dell'industria culturale' si nasconde un sottobosco di sceneggiatori ricchi e nullafacenti, attrici nevrotiche, direttori della fotografia che si sentono grandi artisti... E, sopra a tutto, lo spettro incombente del Cinepattone, l'unico vero genere cinematografico che il pubblico apprezza e che, a dispetto dei 'cinematografari' snob, manda avanti la baracca.


Dopo tre fortunate stagioni (almeno per chi ha il satellite, gli altri si sono arrangiati...), approda finalmente al cinema "Boris". Come da programma la pubblicità per questo film  è stata quanto mai irrisoria rispetto alla gran parte dei film "comici" italiani usciti quest'anno, e anche la data di uscita ha un suo perché, visto che aprile segna da sempre l'inizio delle belle giornate e delle fughe degli spettatori dai cinema. Naturalmente, già come accennato, la scorpacciata di film comici ha raggiunto il limite e la gente si è alla lunga stufata. Ed è un peccato visto che "Boris" è il primo e unico vero film comico satirico di qualità sfornato dalla misera industria cinematografica italiana.
La squadra è presente al gran completo e il passaggio dalla televisione al cinema, per una volta, è stato indenne. Il film mantiene tutta la sua carica dissacrante e satirica, spostando il mirino sul mondo cinematografico. Col tempo Renè Ferretti si renderà conto che anche il mondo cinematografico manca di serietà e professionalità, concetto racchiuso nella battuta sulla ristorazione di Arianna.
Partito per girare un film sulla Casta, seguendo l'ombra di Garrone e del suo Gomorra, Renè si ritroverà a riscrivere e stravolgere il quadro serioso dell'insieme, fino all'epilogo che racchiude la sconfinata pochezza italiana. L'Italia è divisa tra cinepanettoni e film finto seriosi tutti uguali, tra battutacce volgari, e battute che vorrebbero essere colte ma che sono solamente autocompiacenti. Ma il peggio è racchiuso nella mancanza di una via di fuga.


La frase: "In Italia la ristorazione è l'unica cosa seria."



Il film è: 





Voti:
35mm: 3,5 / 5
CinemaDelSilenzio: 7
Cinematografo: 4 / 5
FilmTV: 4 / 5
FilmScoop: 7,6
MoviePlayer: 7,2
MyMovies: 3,51 / 5
IMDB: 7,4
MIO: 7


lunedì 31 gennaio 2011

Vallanzasca


Titolo: Vallanzasca - Gli angeli del male
Regia: Michele Placido
Durata: 125'
Anno: 2010
Interpreti:


Trama: 1985. Renato Vallanzasca, 35 anni, è rinchiuso in una cella di isolamento nel braccio di rigore della casa circondariale di Ariano Irpino. La sua propensione per il crimine si era rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua piccola banda aveva liberato una tigre da un circo. Così piccolo, aveva già la stoffa del leader e gli altri ragazzini, Enzo, Giorgio e Antonella, la "sorellina" venuta da Napoli, pendevano dalle sue labbra. Quella prima ragazzata gli aprì le porte del carcere minorile segnando la sua strada per sempre. Una volta uscito, dai piccoli furti nel quartiere passò in rapida escalation alle rapine, ai sequestri di persona, agli omicidi fino a diventare "il boss della Comasina".



Accompagnati dalle solite inutili polemiche italiane, è uscito nelle sale "Vallanzasca" la nuova fatica del discusso Michele Placido. Dopo il deludente "Il grande sogno", apologia del '68, il regista italiano torna su temi e atmosfere a lui più consone, quelle di "Romanzo criminale", ad oggi il suo film più riuscito.
Ma come nel film suddetto, anche questa volta il motore trainante è la prova corale di attori e, soprattutto, la loro qualità. Se Kim Rossi Stuart è alla sua ennesima conferma di bravura, Filippo Timi conferma il suo processo di maturazione, speriamo solo che sappia trovare la strada e i film giusti per progredire ulteriormente.
Ritmo serrato con anima hollywoodiana, Placido gira con stile (anche furbo) e bravura senza cascare nella trappola del ridicolo involontario volendo scopiazzare il cinema di genere. L'anima del film è neutra con le dovute licenze cinematografico/romanzesche, e la storia non si avvale di giudizi riguardo al personaggio Vallanzasca. Possiamo tranquillizzare tutte quelle persone che sulla fiducia hanno o vogliono seguire il consiglio di una classe politica che continua a giudicare film senza neanche vederli. Insomma andando dietro alle loro idee non si sarebbero girati capolavori quali "Scarface" di De Palma, o i vari Scorsese, "Nemico pubblico" di Mann, il francese "Nemico pubblico n°1".
Il cinema è cinema, si racconatno storie vere o presunte, fantasiose, ma ogni film deve essere giudicato per quel che è, per quello che trasmette il resto sono solo chiacchiere da bar. Vallanzasca è un bel film, punto. Non è un capolavoro ma il suo sporco lavoro lo svolge egregiamente e questo, per me, basta e avanza.




La battuta: "Non sono cattivo, ho solo il lato oscuro un pò pronunciato"




Il film è:

Voti:
35mm: 3 / 5
CinemaDelSilenzio: 6,5
Cinematografo: 2 / 5
FilmTV: 4 / 5
IMDB: 7,1
MoviePlayer: 6,8
MyMovies: 2,67 / 5
Spietati: 6,1
MIO: 6,5

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