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lunedì 28 novembre 2011

Sucker Punch


Titolo Originale: Sucker Punch
Titolo Italiano: Id.
Regia:

Sceneggiatura:
Interpreti:


Fotografia:
Larry Fong
Musiche:

Durata: 120'
Anno: 2011


lunedì 24 gennaio 2011

Incendies


Titolo Originale: Incendies
Titolo Italiano: La donna che canta
Regia: Denis Villeneuve
Anno: 2009
Durata: 130'
Interpreti:



Trama: Quando il notaio Lebel, legge a Jeanne e Simon Marwan il testamento della loro madre Nawal, i gemelli restano scioccati nel vedersi porgere due buste, una destinata ad un padre che credevano morto e l'altra ad un fratello di cui ignoravano l'esistenza. Jeanne vede in questo lascito enigmatico, la chiave del silenzio di Nawal, chiusa in un mutismo inesplicabile durante le ultime settimane precedenti la sua morte. Decide di partire subito per il Medio Oriente per riesumare il passato di questa famiglia di cui non sa quasi nulla. Simon, per quanto lo riguarda, non ha bisogno dei capricci postumi di quella madre che è sempre stata lontana e avara di affetto, ma il suo amore per la sorella lo spingerà presto a unirsi a Jeanne per setacciare insieme la terra dei loro antenati sulle tracce di una Nawal ben lontana dalla madre che conoscevano. Spalleggiati dal notaio Lebel, i gemelli risalgono il filo della storia di colei che ha dato loro la vita, scoprendo un destino tragico marchiato a fuoco dalla guerra e dall'odio e il coraggio di una donna eccezionale.



Non è facile per me parlare di questo film in quanto, avendolo visto a Parigi ed in lingua originale (francese, che non padroneggio del tutto, più arabo sottotitolato), non mi ha permesso di seguire tutti i dialoghi. Quelli fondamentali di Jeanne durante il suo viaggio in Medio-Oriente li ho seguiti tutti, manca qualche passaggio del fratello a colloquio con il notaio ma a grandi linee, capendo lo sviluppo del racconto, ho intuito il resto.
Devo dire fin da subito che non conosco Denis Villeneuve ma avendo sentito parlare bene di un altro suo film Polytechnique, con curiosità mi sono avvicinato all'idea di visionare "Incendies" e, rientrando appena sabato sera in Italia, sono sicuro che difficilmente lo troverò ancora in sala. Perché? Perché l'Italia non è fatta per questi film, a noi non piace vedere i film che ti possono far pensare, che ti costringono a riflettere, a capire, noi siamo il Paese delle sale riempite dai film scemi e inutili, dai cinepanettoni. Faccio questa piccola digressione perché è doverosa. Nel cinema che lo proiettava, c'erano 23 sale; ebbene tutte avevano un film diverso, in Italia non succede, se hai 12 sale troverai al massimo 4 o 5 scelte, più qualcuna relegata ad orari impossibili.
Ma torniamo al film che è ben più importante. Villeneuve trasforma in cinema una pièce teatrale di Wajidi Mouawad, un dramma familiare sullo sfondo della guerra del Libano dal 1975 al 1990. Siamo nel 2009 quando Nawal Marwan muore. Alla lettura del testamento, i due figli gemelli (Jeanne e Simon) si ritrovano con 4 lettere, due per loro che dovranno però essere aperte una volta consegnate altre due lettere, una al padre che credevano morto, e una ad un fratello sconosciuto ad essi. Simon recalcitrante all'idea di inseguire due sconosciuti, non accompagna la sorella in Medio Oriente. Nel suo viaggio Jeanne ripercorrerà tutta la strada e la storia della madre, tra segreti, violenze ed orrori di guerra, l'epilogo sarà tragico nella sua complessità.
Diciamo subito "Incendies" è un film bellissimo e duro capaci di immagini e sequenze forti ma doverose, un lungometraggio potente che difficilmente si potrà dimenticare. Le violenze, sia fisiche che psicologiche, a cui è sottoposta la protagonista, sono inequivocabili ma il regista sceglie quasi sempre il fuori campo e si sa che l'immaginazione è ben più evocativa di un'immagine reale.
Il montaggio alternato tra le 3 storie, rende magnificamente la complessità dell'intreccio risultando, attraverso il percorso di Jeanne, quasi lineare, un percorso univoco che porterà la ragazza a scoprire i segreti del passato oscuro della madre. Perché nascondere l'esistenza del padre e del fratello?
Tra violenze ed orrori i muri di omertà cadranno scoprendo un segreto tragico con l'arrivo di Simon convintosi dell'impossibilità di sottrarsi a tale destino di conoscenza.
Il film è stato presentato alla settima edizione delle Giornate degli autori a Venezia e poi a Toronto, ed è stato candidato agli oscar come Miglior Film Straniero (sapendo che noi abbiamo scelto il film di Virzì...).
Nota di demerito che toglie un pò di punti al film, il grossolano errore delle date. Nawal è nata nel 1949, dà alla nascita il primo figlio nel 1970. Se muore nel 2009 e i figli avranno al massimo 25 anni....


Il film è: Quasi Capolavoro.


Voti:
CinemaDelSilenzio: 7,75
Cinematografo: 4 / 5
Gli Spietati: 8
35mm: 3,5 / 5
IMDB: 8,3
MoviePlayer: 7,8
MyMovies: 2,83 / 5
MIO: 8

lunedì 1 novembre 2010

Realtà... virtuale?


Titolo Originale: eXistenZ
Titolo Italiano: id.
Regia: David Cronenberg
Anno: 1999
Durata: 97'
Interpreti:



Trama: In un futuro imprecisato, la famosa creatrice di videogiochi Allegra Geller sta per presentare la sua ultima crezione: eXistenZ, un gioco basato su un particolare sistema di collegamenti biologici che permette al giocatore di vivere una dimensione parallela, del tutto realistica. Durante la prima dimostrazione del gioco, un terrorista infiltrato fa fuoco e ferisce Allegra: quest'ultima sarà costretta a fuggire insieme a Ted, addetto alla sicurezza nella ditta che distribuisce eXistenZ. Il ferimento della donna, a quanto pare, ha messo a repentaglio la stessa sopravvivenza del gioco....


Ancora sotto gli influssi di "Inception", mi sono deciso a rivedere il film di Cronenberg, ingiustamente dimenticato nel ricercare influssi o paragoni per il quasi capolavoro di Nolan.
Anche in Cronenberg la realtà si fonde con la fantasia, ma non sotto forma di sogno bensì di videogioco o "realtà virtuale". Come sempre l'elemento un po' splatter si inserisce come marchio di fabbrica indelebile ed imprenscindibile del mondo cronenberghiano; i pod non sono meri aggeggi elettronici, ma elementi organici vivi che si nutrono dell'energia del giocatore a cui vengono collegati tramite la bio-porta situata alla base della spina dorsale. Essi vengono assemblati in una fabbrica che alleva organismi mutanti atti proprio alla funzionalità di divenire, una volta uccisi, parti integranti del pod.
Ma il film del regista canadese, più che un film di fantascenza, è una riflessione tecnologica e, come per la TV in "Videodrome", ci porta a riflettere su un progresso che porta, lo spettatore prima, e il giocatore ora, a confondere virtuale con il reale. Così la felicità di Allegra nell'uccidere il proprio "compagno" di giochi e di vita, porta nello sguardo lucido una consapevolezza illusoria di vittoria che porta lo spettatore ad una riflessione sulla sequenza finale alquanto inquietante. Siamo ancora nel gioco? Siamo tornati nella normalità? O è il film ad essere tutto un gioco?


La frase: "Siamo ancora nel gioco no?"


Il film è:
Voti:
IMDB: 6,8
35mm: 4 / 5
Gli Spietati: 7,14
Movieplayer: 8,3
MyMovies: 2,88 / 5
FilmTV: 4 / 5
CinemaDelSilenzio: 6,5
IlCinematografo: 4 / 5
MIO: 8

lunedì 14 aprile 2008

JUNO

Regia:
Jason Reitman
Interpreti:
Ellen Page (Juno MacGuff)
Michael Cera (Paulie Bleeker)
Jennifer Garner (Vanessa Loring)
Jason Bateman (Mark Loring)
Allison Janney (Bren MacGuff)
J.K. Simmons (Mac MacGuff)

Anno: 2007
Paese: USA
Durata: 92'

Juno è una sedicenne che scopre di essere incinta del compagno di scuola Paulie. Dopo aver pensato di abortire decide di portare avanti la gravidanza e dare il proprio figlio in adozione ad una famiglia che non ne può avere. La gravidanza segnerà i due ragazzi verso l'età adulta mentre farà barcollare l'unione dei futuri genitori. Juno, a differenza degli adulti, si dimostra una ragazza più matura per la sua età, sicura di sé, con una lingua pungente ma sempre sincera, non veste alla moda ed è convinta che le coppie borghesi possano essere felici per sempre venendo puntualmente delusa. Jason Reitman dopo il tagliente esordio con "Thank You For Smoking", si conferma ottimo regista e soprattutto eccellente direttore di attori. A supportarlo la splendida sceneggiatura dell'ex spogliarellista e blogger, Diablo Cody (la mano femminile risulta fondamentale in film di questo tipo), ricca di dialoghi affilati e ironici, e la freschezza giovanile della splendida Ellen Page vera anima del film; la sua interpretazione è talmente perfetta e naturale che non si può immaginare questa pellicola senza di lei. Anche il contorno fà il suo più che egregiamente a cominciare dai genitori di della ragazza, J.K. Simmons (un adorabile Mac McGuff) e Allison Janney (dura e dolce allo stesso tempo, Bren McGuff), il simpatico Michael Cera (Paulie Bleeker), fino ai futuri genitori adottivi Jennifer Garner (la dolce Vanessa Loring) e Jason Bateman (l'insicuro Mark Loring). L'abilità principale che salta all'occhio è la capacità di trattare temi come l'aborto, l'adolescenza, la famiglia con leggerezza, senza appesantire il tutto riuscendo a farli passare addirittura in secondo piano ma soprattutto senza prendere una posizione o esprimendo giudizi (Juno non è un film pro o contro l'aborto, come qualcuno ha voluto dichiarare a propria gloria inutilmente...). Premiato al Festival di Roma come miglior film, ha conseguito la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale. Un film spensierato che merita il successo che ha avuto e che sta avendo grazie anche alla sua capacità di farci passare un'ora e mezza spensierata con il cervello ben acceso.

"So che uno dovrebbe innamorarsi prima di riprodursi ma credo che la normalità non faccia per noi!"
"Dentro di me scorre la vita, dentro di te cibo messicano"

Voti:
FilmTV:
7
Mymovies:
3/5
IMDB:
8.2
35mm:
4/5
Cinema del silenzio:
7,5
MIO:
7,5


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