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giovedì 24 novembre 2011

lunedì 17 ottobre 2011

A Dangerous Method


Titolo Originale: A Dangerous Method
Titolo Italiano: Id.
Regia:
Interpreti:
Sceneggiatura:
Fotografia:
Musiche:

Durata: 99'
Anno: 2011

giovedì 29 settembre 2011

I film della mia vita - 1


Titolo Originale: Heat
Titolo Italiano: Heat - La sfida
Regia e Sceneggiatura:
Fotografia:

Musiche:
Anno: 1995
Durata: 171'
Interpreti:

venerdì 6 maggio 2011

Source Code


Titolo Originale: Source Code
Titolo Italiano: Id.
Regia: Duncan Jones Duncan Jones
Durata: 93'
Anno: 2010
Interpreti:


Trama: Il Capitano Colter Stevens è costretto, suo malgrado, a rivivere gli ultimi otto minuti di vita del passeggero di un treno che esploderà. Si risveglia all'improvviso senza sapere dov'è. Di fronte a lui c'è Christina che gli sorride, ma lui non ha la più pallida idea di chi sia. In uno specchio vede il volto di un altro uomo e in tasca ha la carta d'identità di un tranquillo insegnante di scuola. Nel frattempo una donna in uniforme gli impartisce ordini da un monitor. A sua insaputa è impegnato in una missione militare ad alto rischio per scoprire il colpevole di un attentato che poche ore prima ha fatto migliaia di vittime. Poche ore prima, appunto... Colter è dentro il programma top-secret Source Code che gli permette di andare indietro nel tempo, per evitare il disastro. Ma ogni volta ha solo pochi minuti per raccogliere stralci di prove. Solo 8 minuti...


Con "Moon" si è tolto fin da subito l'etichetta de "il figlio di David Bowie", ora, pur con qualche riserva, conferma il talento espresso all'esordio. Duncan Jones confeziona un thriller ben costruito avvalendosi dell'ottima interpretazione di Jake Gyllenhall vero motore trainante. Il suo capitano Colter Stevens, è un marines d'assalto in missione nel tempo tramite il programma Source Code, il quale lo catapulta indietro nel tempo permettendogli di rivivere gli ultimi 8 minuti prima di un attentato avvenuto su un treno diretto a Chicago. Il suo compito è quello di trovare la bomba e, soprattutto, chi l'ha innescata in modo da evitare futuri attentati programmati nella città.
Gli otto minuti iniziale ci permettono di entrare subito nel clima, ma basta poco per capire che non tutto torna nella vicenda. Un alone di mistero cala sul personaggio principale: come c'è finito in questo programma? Perché? Chi è in realtà?
A coadiuvare i suoi salti temporali ci sono l'ufficiale Goodwin (la sempre splendida Vera Farmiga) e il capo progetto, il dottor Rutledge (Jeffrey Wright).
Tra continui salti temporali e un crescendo costante, Duncan Jones riesce a reinventare ogni viaggio senza annoiare, introducendo sempre un elemento nuovo e stimolante.
Peccato che il regista, dopo una corsa frenetica, cada proprio nel finale stucchevole e in contro tendenza alla qualità del film (finale imposto?). Peccato perché toglie carisma e punti. introducendo anche particolari incongruenti (il contatto mail di Goodwin da dove proviene?). Sarebbe bastato chiudere sul fermo immagine collettivo per assumere ben altro valore.
Da segnalare il sempre splendido e dolce sorriso di Michelle Monaghan.


La frase: "Se avessi meno di un minuto da vivere cosa faresti?"



Il film è:

VOTI:
35mm: 4 / 5
Cinematografo: 3 / 5
FilmScoop: 7,4
FilmTV: 4 / 5
IMDB: 7,8
MoviePlayer: 8,1
MyMovies: 3,77 / 5
Spietati: 6,6
MIO: 7

lunedì 21 marzo 2011

Io ti troverò


Titolo: Io ti troverò
Autore: Shane Stevens
Editore: Fazi Editore
Pagine: 795
Trama:
A 10 anni Thomas Bishop viene internato in una clinica psichiatrica dopo aver ucciso la madre che lo seviziava da sempre. Quindici anni dopo, evade dall'istituto facendo perdere le sue tracce e la sua identità dando inizio a una fuga sanguinaria sul cui cammino sono ancora donne a cadere. A contrastarne il cammino la polizia brancolante nel buio, giornali assetati di scoop, ed un giornalista-investigatore: Adam Kenton, l'unico in grado di poter penetrare nella mente del serial killer.

"Le fiamme divorarono avidamente il corpo, consumando e dilaniando la carne e i muscoli. Sfaldata, poi annerita e carbonizzata, la pelle si disintegrò rapidamente. Braccia, gambe e torso si sarebbero presto ridotti a un mucchio di ossa sbiancata dalle fiamme. E, a tempo debito, la testa, privata dei tratti somatici, sarebbe divenuta simile a un teschio.
In silenzio, se non per il gemito cantilenante che gli risaliva dal profondo della gola, il ragazzo, con gli occhi folli illuminati dal rosso bagliore delle fiamme, osservava il corpo che bruciava, bruciava, bruciava..."
Con questo prologo ha inizio il più bel thriller che abbia mai letto. Scritto nel 1979, è uscito con colpevole ritardo anche in Italia grazie alla Fazi Editore, a cui va fatto un plauso per la riscoperta. Anche perché, il romanzo di Shane Stevens, è considerato il capostipite e il capolavoro a cui tutti gli autori di genere, bene o male, si sono ispirati. Lo stesso "Il silenzio degli innocenti" nè è figlio legittimo.
Non spaventino le 795 pagine, il libro scorre via in modo veloce e serrato tanto da inchiodarvi alla sedia finché non arriverete all'epilogo. Evitate di leggerlo prima di andare a letto, potreste ritrovarvi all'alba ancora con il libro in mano e con la premura di scegliere se finirlo o andare al lavoro.

Voto: 9,5

lunedì 31 gennaio 2011

Vallanzasca


Titolo: Vallanzasca - Gli angeli del male
Regia: Michele Placido
Durata: 125'
Anno: 2010
Interpreti:


Trama: 1985. Renato Vallanzasca, 35 anni, è rinchiuso in una cella di isolamento nel braccio di rigore della casa circondariale di Ariano Irpino. La sua propensione per il crimine si era rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua piccola banda aveva liberato una tigre da un circo. Così piccolo, aveva già la stoffa del leader e gli altri ragazzini, Enzo, Giorgio e Antonella, la "sorellina" venuta da Napoli, pendevano dalle sue labbra. Quella prima ragazzata gli aprì le porte del carcere minorile segnando la sua strada per sempre. Una volta uscito, dai piccoli furti nel quartiere passò in rapida escalation alle rapine, ai sequestri di persona, agli omicidi fino a diventare "il boss della Comasina".



Accompagnati dalle solite inutili polemiche italiane, è uscito nelle sale "Vallanzasca" la nuova fatica del discusso Michele Placido. Dopo il deludente "Il grande sogno", apologia del '68, il regista italiano torna su temi e atmosfere a lui più consone, quelle di "Romanzo criminale", ad oggi il suo film più riuscito.
Ma come nel film suddetto, anche questa volta il motore trainante è la prova corale di attori e, soprattutto, la loro qualità. Se Kim Rossi Stuart è alla sua ennesima conferma di bravura, Filippo Timi conferma il suo processo di maturazione, speriamo solo che sappia trovare la strada e i film giusti per progredire ulteriormente.
Ritmo serrato con anima hollywoodiana, Placido gira con stile (anche furbo) e bravura senza cascare nella trappola del ridicolo involontario volendo scopiazzare il cinema di genere. L'anima del film è neutra con le dovute licenze cinematografico/romanzesche, e la storia non si avvale di giudizi riguardo al personaggio Vallanzasca. Possiamo tranquillizzare tutte quelle persone che sulla fiducia hanno o vogliono seguire il consiglio di una classe politica che continua a giudicare film senza neanche vederli. Insomma andando dietro alle loro idee non si sarebbero girati capolavori quali "Scarface" di De Palma, o i vari Scorsese, "Nemico pubblico" di Mann, il francese "Nemico pubblico n°1".
Il cinema è cinema, si racconatno storie vere o presunte, fantasiose, ma ogni film deve essere giudicato per quel che è, per quello che trasmette il resto sono solo chiacchiere da bar. Vallanzasca è un bel film, punto. Non è un capolavoro ma il suo sporco lavoro lo svolge egregiamente e questo, per me, basta e avanza.




La battuta: "Non sono cattivo, ho solo il lato oscuro un pò pronunciato"




Il film è:

Voti:
35mm: 3 / 5
CinemaDelSilenzio: 6,5
Cinematografo: 2 / 5
FilmTV: 4 / 5
IMDB: 7,1
MoviePlayer: 6,8
MyMovies: 2,67 / 5
Spietati: 6,1
MIO: 6,5

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