lunedì 31 agosto 2009

Ogni lasciata è persa


A due settimane dal mio rientro in patria, finalmente trovo il tempo per iniziare il resoconto berlinese. Per adesso mi dedicherò solo ad una piccola introduzione visto che devo finire di visionare ed aggiustare le foto.
Tanto per cominciare è stato un altro dei miei viaggi "zaino in spalla e via" con l'unica variante nel mezzo di trasporto, non più il treno ma bensì l'aereo [n.d.r. x Gingerina :-)].
Prima di tutto, per chi volesse visitare Berlino in futuro, sappia che 1 settimana non gli basterà, io direi almeno una decina di giorni abbinando ai trasporti locali il noleggio della bicicletta (secondo me INDISPENSABILE).
Partito con l'afa italiana sul groppone, dopo un'ora e mezza di volo mi accorgo che, scendendo la scaletta dell'aereo, questa si è volatilizzata risucchiata da qualche vuoto d'aria. Sulla mia testa splende un bel sole che non si diverte a picchiare allegramente i capoccioni delle persone e questa è già una bella notizia. Dopo aver effettuato l'abbonamento alla rete di trasporti cittadina (5 giorni per tram, metro e treni a 39,00 €), ben carico in spalle e nell'anima, mi accingo a raggiungere l'ostello. La rete ferroviara si rivela efficente e puntuale (non che avessi molti dubbi dopo Praga e Vienna) e non sgarra di un secondo. Giungo al dormitorio in pieno pomeriggio venendo accolto cordialmente, come sempre, notando che il mio grado di intendere e volere nell'arte dell'inglese è migliorato e, oltretutto, mi accorgo fin da subito come la scelta di questo ostello sia quantomeno azzeccata data la vicinanza con Alexanderplatz (2 fermate della metro) una delle stazioni fulcro della città e da cui puoi raggiungere qualsiasi stazione.
Prima di iniziare nei prossimi giorni il resoconto vacanziero, devo aggiungere una nota dolente: il senso di tristezza velatosi sulla mia persona quando scoprii, pochi giorni dopo aver prenotato e pagato i biglietti aerei, che la settimana seguente al mio soggiorno ci sarebbero stati i mondiali di atletica.... tristezza tramutatasi in nervoso quando la domenica sera del 16 agosto, ho seguito lo spettacolare record dei 100 di Usain Bolt.... insomma un occasione del genere non capita spesso nella vita, anzi come si dice: "Ogni lasciata è persa".

giovedì 6 agosto 2009

Conto alla rovescia


E' iniziato un doppio conto alla rovescia:
1) 2 ore di lavoro alle ferie;
2) 3 giorni alla partenza per Berlino;
BUONE FERIE A TUTTI
e buon viaggio a chi deve partire.

lunedì 27 luglio 2009

Bruce - The Boss di nome e di fatto.



160 minuti di adrenalina, rock, energia, Bruce - The Boss - Spingsteen spazza via l'eco dei suoni campionati e finti di Madonna con la sua voce roc(k)a ed un bagaglio musicale inarrivabile per la signora Ciccone. La ciliegina sulla torta è rappresentata sicuramente dalla storica E Street Band di cui, umilmente, il cantante si definisce un membro del gruppo e non il leader.
Dopo l'apertura sulle note della tarantella, in omaggio all'Italia, Bruce scatena tutta la sua furia musicale esaltando il pubblico accorso all'urlo di "Mandi Udin", pochi secondi e la gente friulana e non, è già sua. La cosa sorprendente è proprio l'approccio e il feeling con il pubblico, tanto da lasciarsi strattonare, toccare, "palpare", dai fan in visibilio senza problemi, anzi sorridendo nei momenti in cui ha fatto fatica a divincolarsi.
Ma l'apoteosi la raggiunge quando sciorina stentatamente la frase "O soi content di sta chi cun voatris ste sere", insomma in poche parole lo stadio è un tripudio mai visto (almeno per me e ne ho visti di concerti). The Boss segue l'onda dell'entusiasmo e invita il pubblico a fare rumore perchè lui e la sua band ne hanno tremendamente bisogno. Il trionfo è alimentato da passeggiate, corse, siparietti con il pubblico, tra cui la chitarra di gomma che il cantante fa finta di suonare, la ricerca di cartelli tra il pubblico con i titoli delle canzoni in scaletta da esibire all'inizio di ogni attacco all'urlo "One, two, three". Il gruppo è un rullo compressore che si ferma solo quando il cantautore invita tutti al silenzio per porgere ad un bambino il microfono proseguendo "Waitin' on a sunny day" al suo posto. Ma non è finita qui, si prosegue con il ballo con una fan che, siamo certi, non laverà più i vestiti mettendoli in bacheca, si diverte annunciando "Born in the USA" con un cartello che ritrae un neonato con la sua faccia, "Bello piccolo Boss, baby Boss" e tanta tanta energia.
E cosa dire poi della gag organizzata verso la fine.
Bruce, fingendosi ormai privo di forze, si inginocchia sul palco e fa cenno al chitarrista della band di recuperare un cartello e una miracolosa pozione magica in grado di rianimarlo.
Il cartello recita HI BRUCE GRAPPA IS HERE (Ciao Bruce, la grappa è qui). Cartello e bevanda miracolosa recuperata con versamento della stessa sul viso del Boss che miracolosamente si rianima. Eccezionale.
Ed ecco le 25 perle servite dal Boss dalle 21.07 alle 23.47, per 2 ore e 40 di concerto filato: Sherry Darling, Badlands, Hungry Heart, Outlaw Pete, Darlington County, Something In The Night, Working On A Dream, Murder Incorporated, Johnny 99, No Surrender, Summertime Blues, Be True, Streets of Fire, My Love Will Not Let You Down, Waiting On A Sunny Day, The Promised Land, American Skin (41 Shots), Lonesome Day, The Rising, Born To Run, Born In The USA, American Land, Bobby Jean, Dancing In The Dark, Twist & Shout.

Voto finale: 10 con lode

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